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I 3 errori più comuni su Twitter e Linkedin

Anche se i social network in genere non rappresentano uno strumento nuovo a uso e consumo esclusivo del marketing online, in realtà ogni volta che li usiamo, anche inconsapevolmente mettiamo in moto un meccanismo tipico del marketing. Apparentemente tutti sappiamo come cinguettare un tweet o pubblicare un aggiornamento di stato, ma non tutti conosciamo a fondo quelle che sono le regole non scritte di queste piattaforme, trucchi e segreti per avere successo oppure… commettere gravi errori! Del resto sbagliare è perfettamente normale quando si sta imparando qualcosa di nuovo. L’importante è non perseverare nell’errore: bastano un po’ di pratica e alcune basilari nozioni di know-how per evitare scivoloni e costruire relazioni proficue con i contatti e i clienti con cui interagiamo sui nostri social media di riferimento. Ecco dunque alcuni consigli e un breve ripasso di cosa è necessario fare su due delle più grandi piattaforme sociali per il marketing, Twitter e LinkedIn. Vi guideremo attraverso tre dei più comuni errori che rileviamo spesso su queste piattaforme, dandoti i consigli necessari per evitarli.

Errore # 1: LinkedIn e gli interventi inutili e fastidiosi all’interno dei gruppi

Certamente sarà successo anche a voi durante un qualche evento di networking. Magari siete nel pieno della discussione con un sacco di gente interessante, state esponendo il vostro personale punto di vista e chiacchierando di cose che vi stanno particolarmente a cuore. Ecco che ogni volta, all’improvviso, un ragazzo fa la sua comparsa nelle vostre conversazioni per condividere fatti casuali che possono avere qualcosa a che fare con l’evento globale, ma non con la conversazione in cui siete impegnato. Questa persona viene immediatamente percepita come maleducata e fastidiosa, e chiaramente non ha ascoltato una sola parola di quello che è stato detto. Di certo non è il tipo che speravate di incontrare a un evento come questo.

Questo è ciò che accade spesso in alcuni gruppi di LinkedIn. Si tratta di forum di discussione in cui le persone si ritrovano per confrontarsi su problemi comuni: se utilizzati correttamente, questi gruppi offrono una grande opportunità per il marketing. Purtroppo, però, spesso alcuni soggetti tendono a inondare gruppi con informazioni irrilevanti, percepite quindi come spam. Scoprite invece cosa fare in questi casi.

Non limitatevi ad avviare conversazioni e a inviare post contenenti link che rimandano vostro sito. Iscrivetevi a conversazioni già esistenti, anziché cominciarne ogni volta una nuova, e mostrate il desiderio di unirvi al gruppo senza apportare link e contenuti che non interessano praticamente a nessuno. Non è indispensabile che ogni vostra risposta in una discussione pubblica contenga un link al vostro sito! L’apporto dato deve essere costruttivo e interessante per tutti membri: se non lo è, viene ignorato o, peggio, percepito come spam. Nei casi peggiori si corre il rischio di essere buttati fuori dal gruppo.

Errore # 2: L’invio di inviti generici tramite LinkedIn

Nella vita reale, non si potrebbe mai immaginare una situazione in cui qualcuno di limiti a presentarsi dinanzi a voi per poi fare immediatamente scena muta. È una situazione surreale e, se avvenisse, sarebbe molto fastidiosa.

Di solito, dopo essersi scambiati i rispettivi nomi e aver svolto i convenevoli di rito, si arriva a parlare del perché ci si è messi in contatto. Forse l’altra persona vuole interagire con noi perché è interessata a concludere degli affari che potrebbero tradursi in un guadagno per entrambi. Forse è semplicemente annoiata: si trovava dall’altra parte della stanza e le sembrava che tu ti stessi divertendo di più, così ha deciso di raggiungerti e scambiare qualche battuta con te. Qualunque sia il motivo per cui si viene a contatto con un’altra persona, è molto importante che entrambe le parti abbiano ben chiaro in mente il motivo per cui si sta conversando. La conversazione non deve necessariamente avere una finalità precisa, di tipo utilitaristico, può anche avvenire per semplice svago; ma occorre saperlo.

Se è così, allora perché molti responsabili marketing tralasciano ogni spiegazione quando invitano qualcun altro a collegarsi a LinkedIn? Sono certissimo che ciò sarà successo anche a voi, una o più volte. La frase generica “Vorrei aggiungerti alla mia rete professionale” non solo non dice niente della persona che la sta inviando, ma non spiega neanche i motivi per cui questa vorrebbe aggiungere un determinato contatto alla propria rete professionale. Inviare il messaggio standard di connessione LinkedIn a qualcuno che non si conosce è altrettanto imbarazzante che presentarsi a un evento di networking per poi fare scena muta.

Che fare, allora? Semplice: ogni volta che inviate un messaggio a un nuovo contatto, personalizzatelo il più possibile. Fate sapere ai contatti che invitate perché vorreste stabilire un collegamento con loro e perché desiderate inserirli all’interno delle vostre cerchie. Siete alla ricerca di nuovi talenti da inserire all’interno della vostra squadra? Volete esplorare possibili partnership di co-marketing che li coinvolgerebbero attivamente? Siete rimasti colpiti o favorevolmente impressionati dal loro ultimo post sul blog? È sufficiente dire loro perché si desidera stabilire una connessione per farsi prendere seriamente in considerazione e, perché no, apprezzare. Se è valida, la motivazione da sola può portare un utente ad accettare anche le richieste di persone che altrimenti non avrebbe mai preso in considerazione perché magari non interessato al loro ruolo o ai contenuti diffusi sulla piattaforma.

Errore # 3: Sopraffare con la propria voce l’opinione dei follower su Twitter

Una delle cose più fastidiose che può accadere a un cocktail party è quello di ritrovarsi a parlare con un muro. Magari alcuni invitati vengono a voi, incominciate a chiacchierare, e poi all’improvviso ti ritrovi in silenzio perché c’è chi parla tutto il tempo infischiandosene non solo della tua opinione, ma anche della tua stessa presenza. Non hanno alcun riguardo per te, per quello che potresti avere da dire o da ribattere alle loro idee, perché in realtà quello che stanno facendo non è una chiacchierata, bensì un monologo. Non so voi, ma io in una simile situazione me ne andrei, lasciando l’ospite maleducato a parlare da solo.

Eppure è questo quello che succede il più delle volte su Twitter. Chi fa marketing online si limita a cinguettare i propri messaggi là fuori senza alcuna reale considerazione per i propri seguaci, gli stessi cui il messaggio è destinato. Si tratta di un errore molto grave, perché quello che postano – e dunque pensano – i followers è determinante all’interno di una strategia di marketing efficace e lungimirante.

Purtroppo è molto facile essere sopraffatti da tutte le conversazioni che avvengono su Twitter. Tuttavia, in quanto operatori di marketing, non dovreste essere coinvolti in ogni singola conversazione: dovreste sviluppare la capacità di essere coinvolti solo in quelle giuste. Come? Tanto per cominciare, utilizzate gli strumenti di monitoraggio sociale più adatti per scovare le conversazioni giuste e assicuratevi di ascoltare sempre le opinioni altrui. Al posto di continuare a gridare per farvi notare, dite le cose giuste nelle conversazioni giuste, nel momento più adatto e alle persone più idonee. In questa maniera, quando vi confrontano con un concorrente o quando i clienti si lamentano di qualcosa, potrete intervenire e interagire direttamente.

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