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Una presenza globale

TradeTracker è presente a livello internazionale, e in quanto membri della comunità on-line, conosciamo meglio di chiunque altro la capacità di Internet di far diventare i confini nazionali irrilevanti.

La nostra presenza con uffici in tutto il mondo ci aiuta a rimanere presenti e attivi sui singoli mercati nazionali, cosi come anche l'apertura di un network di potenziali partner internazionali.

L'ambizione di crescere ci ha portato ad essere presenti in oltre 19 paesi diversi, mentre continuiamo a fare piani di sviluppo per la nostra prossima grande avventura.

North America

21 July, 2014 by agaranin ttnews Web & Marketing

È passgoogle-vs-china1ato poco più di un mese dal tanto discusso blocco di Google in Cina, e finalmente pare che qualcosa si sia sbloccato.

Il motore di ricerca più famoso e utilizzato al mondo, infatti, è tornato a essere attivo e operativo anche nel grande stato d’Oriente.

Il blocco di Google da parte del governo cinese aveva sollevato sconcerto e indignazione un po’ in tutto il mondo, ma nessuna reazione era riuscita a scalfire la ferrea volontà statale. Gli utenti che si collegavano a Google dalla Cina vedevano schermarsi di nero il monitor del computer. Google e altri servizi web, alcuni dei quali legati ai social network e comunque alla libera circolazione delle notizie, erano stati letteralmente spenti proprio nei giorni che precedevano il venticinquesimo anniversario delle proteste di piazza contro il massacro di Tiananmen, avvenuto nell’omonima località.

Una tempistica niente affatto casuale, dunque, che strideva clamorosamente con le giustificazioni del governo cinese. Quest’ultimo, infatti, si era limitato ad affermare che l’oscuramento di Google e di altri siti non era da addebitarsi a una decisione governativa, bensì a un malfunzionamento del motore di ricerca in Cina. Da parte sua, il colosso del web aveva prontamente respinto ogni accusa: nessun mal funzionamento, solo la volontà del governo di fermare la libera circolazione delle informazioni e delle opinioni a livello globale, nonché di evitare ogni fuga di notizie.

Oltre a Google, le scorse settimane i cinesi non potevano connettersi neanche a Google Maps, Flicker, Kakao Talk. Bloccati anche i servizi di linea della Corea del Sud. Attualmente tutti quanti questi servizi web hanno ripreso a funzionare correttamente.

Tra i primi a tirare un sospiro di sollievo, i pubblicitari cinesi e tutti quelli che lavorano nella sezione marketing delle aziende che commerciano in Cina, nazione che costituisce un enorme bacino di potenziali clienti.

Nonostante i problemi politici che da anni interferiscono con un’economia tra le più solide al mondo, infatti, vi sono centinaia di milioni di potenziali clienti che ogni giorno acquistano molti prodotti di tipi diversi, anche prodotti informatici che vengono veicolati soprattutto attraverso il marketing online, meno dispendioso e più efficace del marketing tradizionale.